03/10/2018

La liberalizzazione dell’energia e del gas, dalla maggior tutela al mercato libero: scegliere consapevolmente

I benefici della liberalizzazione
Il processo di liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica
e gas naturale, iniziato nella metà degli anni Novanta, ha garantito il
graduale passaggio da un regime di monopolio a uno di concorrenza
nelle fasi della produzione e vendita della filiera energetica. In particolare,
per i mercati della vendita di energia ai consumatori finali,
recenti disposizioni normative hanno definito i termini per il passaggio
ad un regime di piena concorrenza fra le imprese, stabilendo l’eliminazione
nel prossimo futuro delle residue forme di regolazione del
prezzo e delle condizioni di fornitura del gas e dell’energia elettrica (
c.d. “regime di maggior tutela”).
Grazie alla concorrenza nei servizi di vendita al dettaglio di
energia e gas naturale e alle opportunità di risparmio energetico favorite
dai contatori di nuova generazione (smart meter), i clienti finali
(e tra questi i consumatori) possono scegliere tra una pluralità e
diversità di offerte, maggiormente aderenti alle proprie esigenze e
che possono garantire riduzioni di spesa annuale non trascurabili anche
rispetto all’attuale sistema di tariffe regolate: già oggi è possibile
risparmiare almeno il 13% rispetto al regime di maggior tutela (dai 60
ai 100 euro l’anno, a seconda del tipo di contratto) con un risparmio
complessivo che può arrivare a 1,5 miliardi l’anno.
La completa liberalizzazione del mercato dell’energia, infatti,
se adeguatamente sfruttata dai consumatori che sapranno scegliere
consapevolmente inducendo una vera competizione fra le diverse imprese,
manterrà i prezzi di energia elettrica e gas naturale aderenti
ai costi, trasferendo alla clientela finale gli sconti che le imprese venditrici
ottengono comprando energia e gas nei mercati all’ingrosso,
e limiterà molte inefficienze dei servizi derivanti dall’esercizio del
potere di mercato nella vendita detenuto da alcune imprese.
Affinché la liberalizzazione produca questi effetti virtuosi è necessario
che i consumatori acquisiscano maggiore consapevolezza dei
propri consumi e delle diverse offerte di forniture già in campo e siano
quindi posti in condizione di scegliere effettivamente secondo la
propria convenienza.
Il ruolo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
In questo contesto, l’Autorità ha un duplice compito. Da un lato,
deve evitare che alcuni operatori storici sfruttino abusivamente i vantaggi
loro derivanti in quanto ex fornitori in regime di maggior tutela,
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VADEMECUM
in particolare ostacolando la migrazione dei consumatori in maggior
tutela verso offerte più convenienti di fornitori concorrenti nel mercato
libero, con ciò ostacolando il reale sviluppo del mercato.
Dall’altro lato, l’Autorità deve intervenire per assicurare che
indistintamente tutti i fornitori applichino condizioni contrattuali trasparenti
e adottino comportamenti corretti nei confronti dei consumatori,
che devono essere al riparo da qualsivoglia condotta ingannevole
o aggressiva messa in atto dai fornitori o dai loro agenti. Il
consumatore deve conoscere le possibilità di fornitura disponibili sul
mercato e scegliere in piena autonomia e indipendenza sia il regime
cui aderire, sia le offerte e le tariffe che intende sottoscrivere, senza
alcuna pressione indebita da parte degli incaricati alla vendita.
In tale ottica, l’applicazione contestuale, da parte dell’Autorità,
della disciplina antitrust e delle norme a tutela del consumatore
è volta a garantire che lo sviluppo di un mercato competitivo possa
produrre a pieno i suoi benefici in termini sia di prezzo delle forniture
che di qualità del servizio offerto. Tuttavia, il rispetto della disciplina
della concorrenza e delle norme a tutela del consumatore deve
affiancarsi a una maggiore consapevolezza dei cittadini/utenti, veri
protagonisti del mercato.
Il confronto attento e consapevole delle diverse offerte
I venditori di energia elettrica e gas naturale competono già da
tempo per offrire le proprie forniture ai consumatori che progressivamente
abbandonano i regimi di tutela.
Per godere dei vantaggi e delle opportunità derivanti dal processo
di liberalizzazione, il consumatore deve informarsi adeguatamente
e imparare ad orientarsi in una varietà di offerte, soprattutto in questa
fase di transizione dai regimi tutelati al mercato libero. Scegliere
consapevolmente l’offerta giusta richiede perciò, da un lato, la lettura
delle condizioni economiche e contrattuali e un confronto ponderato
e non affrettato tra le diverse offerte. Dall’altro, il consumatore
deve conoscere la struttura del settore, nonché le difese previste
dall’ordinamento per assicurare una scelta consapevole.
In caso di passaggio dal regime di tutela al mercato libero, un’informazione
sintetica sulla convenienza rispetto al regime di tutela
delle offerte a prezzo variabile è data dalla Scheda di Confrontabilità
allegata alle Condizioni Economiche. Inoltre, per facilitare tale tran3
VADEMECUM
sizione, il regolatore di settore (l’ARERA – Autorità per la regolazione
dell’energia, delle reti e dell’ambiente, ex AEEGSI) ha imposto a tutti
i venditori del mercato libero la fornitura di offerte standardizzate a
condizioni contrattuali definite dall’ARERA stesse (c.d. offerte placet).
Per accrescere l’informazione e la capacità di scelta consapevole
del consumatori, il legislatore ha recentemente istituito un nuovo
strumento di confronto fra le offerte. A decorrere dal 1° dicembre
2018, tramite il Portale disponibile sul sito di Acquirente Unico1, è
infatti possibile comparare in modo gratuito, terzo e trasparente tutte
le offerte vigenti sul mercato della vendita al dettaglio di energia
elettrica e gas naturale. Si tratta di un potente strumento di conoscenza
del consumatore che voglia individuare la fornitura di energia
e gas a condizioni di mercato che sia per lui più adatta e conveniente.
Conoscere la struttura basilare del settore e del prezzo
Le filiere dei mercati energetici si compongono di varie
fasi, che consentono di realizzare il passaggio dalla fase a
monte della produzione di energia elettrica e di gas naturale
a quella a valle della vendita ai clienti finali, passando
per le fasi a rete della trasmissione e della distribuzione
elettrica. Le varie fasi, che presentano caratteristiche intrinsecamente
distinte, sono organizzate in modo diverso
in termini di assetto concorrenziale delle medesime e regolamentazione
applicabile. In particolare, le fasi a rete
di trasmissione e di distribuzione sono dei monopoli naturali,
soggetti alla regolamentazione dell’ARERA. La rete di
distribuzione termina con il contatore (che ne fa parte),
che misura la quantità di energia elettrica o gas naturale
prelevata dalla rete dal consumatore finale.
Corrispondentemente, il prezzo totale dell’energia elettrica
e del gas è composto da:
a. Voci che riguardano i servizi il cui costo è definito dal regolatore,
in misura uguale per il mercato libero e il regime
di tutela, e non può essere modificato dai venditori
(il costo del dispacciamento, la “spesa per il trasporto e
la gestione del contatore”, gli “oneri di sistema”);
b. Imposte e tasse, tra cui l’accisa, che pesa particolarmente
sul prezzo del gas;
c. Voci che sono oggetto di regolazione solo con riguardo
alla tariffa delle offerte di maggior tutela, e vengono
1 http://www.acquirenteunico.it/attivita/portale-offerte
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invece autonomamente determinate dai venditori nel
mercato libero: la componente energia e il margine di
commercializzazione al dettaglio,
Non sono possibili sconti sulle tariffe di distribuzione o su
altre componenti di spesa che sono decise dal Regolatore
(e sono quindi al di fuori del controllo del venditore). Le
componenti di spesa decise dal Regolatore, inoltre, variano
durante l’anno (oggi, trimestralmente) e quindi il prezzo
complessivo non può essere fisso nel corso dell’anno.
L’unica componente del prezzo della fornitura su cui possono
competere i venditori è quindi l’ultima, la “c”, “spesa
per la materia prima energia”, che è una frazione che
pesa per non più del 50% del prezzo complessivo finale
(quello che molti consumatori chiamano “prezzo finito”).
La “componente energia” può variare (nelle offerte a
prezzo variabile) sulla base di indici liberamente scelti dal
fornitore (che deve indicare nel contratto le modalità di
indicizzazione, gli indici e dove verificarne il valore) oppure
può essere fissata per un certo periodo ( nelle offerte
a prezzo fisso). Sul sito internet del Gestore dei Mercati
Energetici (www.mercatoelettrico.org) possono essere reperite
utili informazioni su alcuni indici e per valutare la
convenienza dei contratti a prezzo fisso.
Suggerimenti pratici per una scelta consapevole
Di seguito, sulla base della prassi dell’Autorità, si forniranno
alcuni suggerimenti pratici che, soprattutto in questa fase di transizione,
possono minimizzare i rischi di scelte sbagliate e mettere i
consumatori in condizione di scegliere consapevolmente.
Infatti, soprattutto nel caso in cui vi siano sollecitazioni direttamente
da parte imprese per cambiare fornitore, il consumatore deve
saper riconoscere alcuni trucchi e schemi di comportamento comuni,
al fine di marginalizzare gli operatori scorretti.
• Non firmare o dare il proprio consenso telefonico prima di
aver letto e compreso le condizioni di fornitura
Può accadere di ricevere visite o telefonate in cui gli agenti/
venditori vi propongono di aderire a un’offerta che vi permetterà di
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evitare un aumento dei prezzi o di godere di un particolare sconto,
assicurandovi che, pur cambiando formalmente la società che emette
la fattura, il fornitore di energia (a volte, chiamato ingannevolmente
“distributore”) resterà lo stesso (ma, in realtà, cambierà). Spesso,
durante tali visite o telefonate, gli agenti pressano il consumatore
perché dia una risposta immediata, millantando la prossima scadenza
dell’offerta proposta oppure cercano di far sentire il consumatore
ignorante/disinformato.
Attenzione alla proposta di prezzi ingannevolmente fissi e/o
bassi, in cui i risparmi sono falsamente indicati, ad esempio presentando
il valore della componente energia (o della spesa per la materia
prima energia) come il prezzo complessivo, ingigantendo i possibili
risparmi e/o omettendo le componenti determinate dal regolatore.
Resistete alle sirene dello sconto e insistete per ottenere, prima
di iniziare la procedura di contrattualizzazione, un documento
stampato in cui le condizioni economiche, la durata dell’offerta e le
condizioni che verranno successivamente applicate siano chiaramente
esposte.
Non fatevi ingannare dall’insistenza degli operatori e chiedete
di essere ricontattati qualche giorno dopo, per avere il tempo di
leggere e fare gli opportuni confronti, se l’offerta vi sembra interessante.
Essere adeguatamente informati sulle condizioni contrattuali,
prima della conclusione del contratto, mediante uno stampato (e non
gli appunti dell’agente o quanto vi riferisce l’operatore del call centre)
è un vostro diritto.
• Confermare il consenso nelle vendite attraverso il canale telefonico
Nel caso di vendite attraverso il canale telefonico (teleselling),
può accadere che il venditore non si limiti a raccogliere una mera
manifestazione di interesse del consumatore priva di conseguenze
giuridiche, ma ritenga concluso il contratto a seguito della registrazione
telefonica durante la quale viene acquisito solo il consenso del
consumatore alla registrazione della telefonata.
Fate attenzione: secondo il corretto processo di conclusione del
contratto telefonico il consumatore ha il diritto di confermare per
iscritto la propria volontà di concludere il contratto, successivamente
alla telefonata in cui ha manifestato il proprio interesse per l’offerta
propostagli. In alternativa, il consumatore può rinunciare a tale diritto
e preferire la conferma telefonica, ossia attraverso lo scambio dell’offerta
e dell’accettazione su supporto durevole materiale o elettronico
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VADEMECUM
(ad esempio, la registrazione della telefonata), purché però vengano
rispettate determinate condizioni: se il consumatore acconsente.
In tale secondo caso, infatti, la procedura di contrattualizzazione
telefonica prevede, che il consumatore, dopo essere stato informato
del fatto che con la registrazione telefonica rinuncia alla forma
scritta, presti: a) il consenso esplicito ad effettuare la conferma della
volontà di concludere il contratto su supporto durevole (e dunque a
rinunciare alla forma scritta) e non il semplice consenso alla registrazione
della telefonata; b) il consenso al cambio fornitore o al cambio
dell’offerta; c) la conferma di tale consenso. La registrazione telefonica
deve essere messa nella piena disponibilità del consumatore
(anche attraverso la trasmissione delle credenziali per accedervi sul
sito Internet del venditore), in modo tale che questi possa conservarla
e riprodurla.
Assicuratevi sempre di aver letto le Condizioni Economiche e
le altre principali Condizioni Contrattuali prima della conferma: (i)
richiedete di confermare previa ricezione della documentazione contrattuale
al vostro indirizzo di posta elettronica o convenzionale o
attraverso un link via sms a tale documentazione; (ii) appuntatevi
nel corso della telefonata il nome preciso dell’offerta e verificatene
le condizioni economiche sul sito Internet del venditore prima della
conferma, in particolare se scegliete la conferma telefonica.
• Attivazioni non richieste o disconoscimento del contratto
Spesso i venditori o i loro agenti tentano di carpire i vostri dati
per farvi cambiare fornitore. Nei casi più gravi, l’agente chiede i vostri
dati anagrafici, di fornitura e perfino bancari, millantando la necessità
di verifiche tecniche da parte del distributore o di non meglio
precisate Autorità (non è il loro compito) oppure presentandosi come
dipendenti del vostro fornitore (quando in realtà così non è), e in tal
modo carpisce la vostra firma “per ricevuta” o “per conferma del passaggio”
oppure il vostro consenso vocale.
Può accadere di ricevere chiamate in cui vi viene chiesto di
confermare il consenso reso in una precedente telefonata. Potreste
anche ricevere una lettera di conferma della accettazione della vostra
richiesta di passare ad un nuovo fornitore ovvero direttamente la
fattura relativa al primo mese di fornitura.
Molti venditori di energia elettrica/gas attivi nelle vendite a
domicilio effettuano correttamente una “telefonata di verifica” del
consenso (quality call, check call, per intercettare firme false ecc.),
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durante la quale è possibile confermare la volontà di cambiare fornitore
ovvero di negare il proprio consenso senza dover dare spiegazioni
e senza costi. In tale ultima ipotesi, siate certi di negare chiaramente
la vostra volontà di attivare un nuovo contratto. Chiedete copia del
contratto da voi asseritamente firmato o della registrazione delle telefonate.
Se siete in grado di provare che la firma non è vostra – basta
confrontarla con la vostra carta d’identità – o che non siete voi che
rispondete alle telefonate, potete disconoscere il contratto, inviando
un reclamo all’indirizzo per i reclami che trovate sul contratto, nella
registrazione o sul sito del professionista.
Nel caso di attivazione non richiesta: i) avete diritto a non pagare
la fornitura ai sensi dell’art. 66-quinquies del Codice del Consumo;
ii) potete sporgere reclamo all’Autorità Garante della Concorrenza e
del Mercato; iii) il fornitore non richiesto vi deve riportare al precedente
fornitore secondo la procedura di ripristino prevista dalla delibera
n. 228/17 dell’ARERA.
• Esercitare il diritto di ripensamento
Il consenso dato nelle vendite telefoniche e a domicilio non è
irreversibile: il consumatore dispone del “diritto di ripensamento”,
cioè del diritto di recedere dal contratto, nei 14 giorni solari successivi
alla conclusione dello stesso, senza condizioni o giustificazioni
(art. 52 del Codice del Consumo). Tale diritto permette in ogni caso al
consumatore di rivedere la propria decisione e tornare indietro se non
è convinto o se scopre di essere stato ingannato su alcune caratteristiche
fondamentali dell’offerta.
Si può recedere dal contratto inviando il modulo o una qualsiasi
comunicazione – riportanti l’identificativo della vostra fornitura
(nome/cognome intestatario, POD/PDR, codice fiscale, matricola
contatore (per il gas) e la data di conclusione del contratto – agli
indirizzi forniti dal venditore.
Per le vendite a domicilio, i 14 giorni di ripensamento decorrono
dalla firma del modulo contrattuale oppure dall’avvenuta accettazione
da parte dell’operatore della proposta di cambio fornitore proveniente
dal consumatore.
Per le vendite telefoniche, i 14 giorni di ripensamento decorrono
da quando il consumatore invia la conferma scritta o riceve la registrazione
della telefonata di conferma (o le credenziali per accedere
a tali registrazioni sul sito Internet del venditore).
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• Rifiuto di addebiti una tantum e di addebiti di ignota provenienza
in conto corrente
Potreste ricevere una comunicazione di addebiti in conto corrente
una tantum, di modesta entità, da parte di Autorità o distributori.
Non fatevi ingannare. In tal caso si tratta di un modo per farvi
credere che l’addebito che vi troverete sul conto corrente è legittimo,
contrariamente al vero.
I lavori di manutenzione ed ammodernamento delle reti elettriche,
idriche e del gas sono coperti da apposite voci delle bollette
(p.es., trasporto e gestione del contatore), di ammontare deciso dal
Regolatore (ARERA) e uguale per i consumatori in regime di tutela e
per quelli sul mercato libero, e non sono addebitati con bollette separate
una tantum. In ogni caso, le Autorità non contattano i singoli
utenti, se non per iscritto in casi rari e specifici. Si tratta invece di un
uso fraudolento del vostro IBAN.
Nel caso, invece, di addebiti di ignota provenienza, è opportuno
sapere che il consumatore può chiedere alla propria banca la revoca
degli addebiti SDD (che hanno preso il posto dei vecchi RID) entro 8
settimane dal giorno in cui è avvenuta l’operazione di addebito, senza
dover dimostrare nulla (in caso di addebiti chiaramente non autorizzati,
il termine per richiedere la revoca sale a 13 mesi).
Per evitare che tale termine trascorra, non attendete l’estratto
conto trimestrale per verificare gli addebiti ricevuti, ma monitorate
periodicamente i vostri movimenti bancari o richiedete l’invio di sms
informativi (a pagamento) ogni volta che un addebito è eseguito.
In breve:
• Non abbiate fretta.
• Usate tutti gli strumenti di conoscenza messi a vostra disposizione
per individuare l’offerta più adatta e conveniente rispetto
alla vostra attuale.
• Leggete il contratto (o almeno le condizioni economiche di fornitura)
con attenzione.
• Chiedete sempre un secondo contatto per confermare la volontà
di sottoscrivere una nuova fornitura, dopo aver letto le
condizioni di fornitura.
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